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Napoli, De Magistris riconosce 11 bambini di Famiglie Arcobaleno

NAPOLI. Questa mattina, nella sede del Comune, il sindaco De Magistris ha registrato i nomi di entrambi i genitori negli atti di nascita dei figli e delle figlie di nove famiglie arcobaleno.
Oltre al primo cittadino, alla cerimonia hanno preso parte l’assessora Alessandra Sardu, la delegata Simonetta Marino e l’avvocata dell’associazione Famiglie Arcobaleno Francesca Quarato che ha seguito la vicenda.

Le famiglie omogenitoriali esistono, eccome, e forti delle recenti sentenze dei tribunali di Pistoia e Bologna, le amministrazioni più attente lavorano per tutelare i figli delle coppie omogenitoriali inserendo negli atti di nascita i nomi di entrambi i genitori. Il caso più recente è Milano dove il sindaco Sala ha intrapreso una iniziativa analoga.

“Un riconoscimento […]  fortemente voluto dal Sindaco e da tutta l’Amministrazione -rivendica in una nota la Giunta partenopea-, che ha inteso sostenere i diritti delle persone e, in particolare delle/dei minori, abbandonando un concetto di filiazione basato sul solo dato biologico e genetico, così come già accaduto con il piccolo Ruben, e cercando di tutelare tutte le famiglie con atti amministrativi che siano al tempo stesso precisi e ben definiti gesti di civiltà giuridica”.

Famiglie Arcobaleno: “Ora si approvi una legge nazionale”

Una scelta politica che non sorprende Famiglie Arcobaleno: “Da […] De Magistris non potevamo che aspettarci questa conferma -commenta Marilena Grassadonia- Dopo Ruben da oggi altri 11 bambini sono tutelati nei loro affetti e nelle loro quotidianità”.
È urgente e improrogabile – prosegue in una nota l’associazione- che la politica nazionale si assuma le proprie responsabilità, approvando una legge chiara sulla responsabilità genitoriale che riconosca a tutte le famiglie pari diritti e medesimi doveri”.

Il caso Ruben

Per ricordare il caso Ruben bisogna fare un passo indietro al 30 settembre 2015 quando il sindaco di Napoli inserì il piccolo con il doppio cognome nel registro di Stato civile e riportando i nomi di entrambe le donne. La trascrizione durò pochi giorni prima di essere annullata dal Prefetto. I genitori, con il sostegno dell’amministrazione comunale, presentarono ricorso e il Tribunale diede loro ragione ordinando una nuova trascrizione dell’atto di nascita. Fu la prima trascrizione in Italia di un bambino nato all’estero da due donne.

 

 

 

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