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Dolomiti Pride: il pride più a nord d’Italia il 9 giugno a Trento

Per la prima volta, il 9 giugno l’orgoglio lgbt marcerà per le strade di Trento. E’ già partito, infatti, il percorso che porterà al Dolomiti Pride promosso da Arcigay del Trentino, Centaurus – Arcigay Bolzano, Rete ELGBTQI* del Trentino – Alto Adige/Südtirol, AGeDO Trentino e Famiglie Arcobaleno.
Non un’idea estemporanea, ma il frutto di un percorso cominciato molto tempo fa, spiegano gli organizzatori. “Dalle oltre 7.000 firme raccolte con Firmalove, alle cinque edizioni del festival Liberi/e di essere – si legge in una nota -, dal migliaio di persone scese in piazza per #Svegliatitalia a favore delle unioni civili, alle molteplici manifestazioni di sensibilizzazione e contrasto all’omo-transfobia: sono davvero tanti i momenti che negli ultimi anni hanno visto la cittadinanza raccogliersi a sostegno dei valori di libertà, inclusione e uguaglianza”.
I valori, in sintesi, di un pride.

Confini da superare

Quello di Trento sarà uno dei 30 appuntamenti dell’Onda Pride 2018 previsti in altrettante città italiane. Ma l’obiettivo è coinvolgere “coinvolgere l’intera area dell’arco dolomitico e dell’Euregio, per portare davvero il proprio orgoglio oltre i confini”. E proprio “confine” è la parola chiave del Dolomiti Pride. “Il confine che permette il dialogo tra identità e alterità, permettendo l’autodeterminazione, l’incontro e l’inclusione – si legge ancora nel documento diffuso – Ma anche il confine che esclude il diverso da sé e alimenta l’omo-transfobia. Un Pride che vuole riportare al centro il tema della libertà, oltre a quello dell’uguaglianza e dei diritti”.

I diritti di tutte le minoranze

Un appuntamento che guarda avanti. La direzione è quella verso “il matrimonio e il riconoscimento della piena genitorialità per le persone omosessuali e il diritto all’autodeterminazione per chi non si riconosce nel genere assegnato alla nascita”. Ma anche un pride che guarda oltre la comunità lgbt guardando ai punti di contatto con le battaglie delle altre minoranze. Ma non solo. “Un Pride – spiegano le associazioni – che vuole celebrare i cinquant’anni del Sessantotto di cui Trento fu protagonista, rimettendo al centro le battaglie per la libertà, poiché non vi sono diritti senza il riconoscimento della piena dignità delle singole esperienze di vita”.

Le prime adesioni e il crowdfunding

Molte associazioni hanno già aderito e molte aderiranno a breve. Diverse aziende private, oltre che i sindacati CGIL e UIL, sosterranno economicamente il Pride. Ma gli organizzatori chiedono a tante altre realtà “di seguirne l’esempio investendo in questa grande manifestazione per la libertà e i diritti di tutti/e”. “Il senso del Pride sta nell’incontro e nell’inclusione – spiegano – ed è per questo che oggi lanciamo sul nostro sito le call per diventare volontari, per esibirsi sul palco e per portare i carri in parata. Un Pride fatto con, e non solo per, la cittadinanza”.
E per sostenere i costi del Pride, le associazioni hanno lanciato una campagna di crowdfunding in modo che chiunque voglia possa dare il suo contributo .

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