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Intervista a Stefania Orlando: “Cosa mi spaventa? La normalità”

Ha aperto la settimana del pride romano, partecipando al taglio del nastro alla Gay Croisette: Stefania Orlando ha già dato prova, in passato, della sua vicinanza alla comunità Lgbt, come quando ha presenziato a Bu! Senza paura, l’iniziativa tenutasi a Bologna contro l’omofobia. L’abbiamo raggiunta per fare una chiacchierata insieme, sui temi che interessano il popolo arcobaleno.

Per quale ragione andrai al Roma Pride, quest’anno?

Non è il mio primo pride, sono andata molte altre volte. In verità mi sento parte integrante della comunità Lgbt, nella richiesta dei propri diritti. Tutti i cittadini devono essere uguali su questo fronte. E poi tutti i miei amici sono lì.

Stefania Orlando all’inaugurazione della Gay Croisette

Come è cambiata in questi anni la tua percezione della nostra comunità?

Ho sempre avuto amici gay. La prima volta che mi sono innamorata era di Marcello, un ragazzo omosessuale. Un amore impossibile, ma siamo rimasti molto amici. Per me è stata molto naturale avvicinarmi alle persone Lgbt, è stato un processo di conoscenza. Non ho mai avuto pregiudizi, per cui non c’è stato un momento in cui ho cambiato idea. Ho semplicemente imparato a conoscere le persone. Nelle diversità c’è sempre qualcosa da scoprire, qualcosa che va ad integrare la tua identità. Ciò ti arricchisce. Se c’è una cosa che mi ha sempre spaventato, invece, è la cosiddetta normalità, l’essere ordinari.

Cosa ne pensi della recente legge sulle unioni civili, anche alla luce delle polemiche che ha suscitato e per come è stata approvata?

Credo che sia stato fatto un piccolo passo importante, anche se avrei preferito la legge integra, con la stepchild adoption e anche con l’obbligo di fedeltà. Con questa scelta, aver tolto tale riferimento, sembra che si voglia etichettare le coppie come promiscue, come se fossero incapaci di amarsi per tutta la vita o di crescere figli ed io rigetto questo modo di vedere le cose. C’è anche da dire, purtroppo, che stiamo parlando di una legge che accontenta alcune persone, ma non tutela i bambini delle coppie arcobaleno. È una legge monca.

Stefania Orlando al Bu! Senza paura

Una domanda di rito: cosa pensi su matrimonio e adozioni?

Sulle adozioni non ci vedo nulla di sconvolgente. Si pensa che con esse le persone omosessuali andranno negli orfanotrofi a portarsi via i bambini e non è così. Quando una coppia etero vuole adottare, deve essere sottoposta a un iter burocratico per capire se è adatta o meno, e se dovessero essere approvate le adozioni anche per le coppie omosessuali sarà lo stesso. Sarebbero i giudici e gli assistenti sociali, come per gli eterosessuali, a stabilire chi può o non può adottare. Riguardo al matrimonio, non credo che se un giorno due uomini o due donne potranno sposarsi, questo segnerà la fine della famiglia “naturale”. Una società evoluta è fatta da persone felici, non da individui frustrati per il fatto che gli viene negato qualcosa.

In Italia abbiamo un forte problema legato all’omofobia, a volte proveniente dallo stesso star system. Cosa pensi in merito?

Purtroppo questi argomenti sono divisivi. Ci sarà sempre una parte della società che sarà contro i diritti civili, pensiamo alla legge sull’aborto, ad esempio. Certa gente crede di essere nel giusto e non cambia idea. Penso a tal proposito che serva una legge contro l’omofobia: se picchi una persona per la sua identità sessuale, devi essere punito. Viviamo in una società in cui le offese sono scambiate per opinioni. Purtroppo su questo tema siamo ancora indietro. E ci vuole una maggiore cultura del rispetto, in merito.

 

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