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Il prezzo dell’omofobia. Kim Davis l’impiegata anti-matrimonio egualitario dovrà pagare anche le spese processuali

“In missione per conto di Dio”, l’impiegata comunale del Kentucky che ha rifiutato la licenza matrimoniale a diverse coppie gay adesso dovrà pagare 225,000 dollari di spese processuali. Gli avvocati del governatore del Kentucky Matt Bevin hanno infatti dichiarato che dovrà essere Kim Davis a pagare personalmente i costi della corte dopo essere stata citata in giudizio dalle coppie dello stesso sesso.

Simbolo dei movimenti omofobi

La vicenda della funzionaria anti-lgbt Kim Davis, 49 anni della contea di Rowan, Kentucky, è nota. Siamo nell’agosto del 2015, Kim Davis si rifiuta di rilasciare le licenze di matrimonio ad alcune coppie omosessuali dicendo di agire «sotto l’autorità di Dio». Presenta istanze a una Corte federale e poi alla Corte Suprema per vedere riconosciuta la propria posizione e ottenere l’autorizzazione a una sorta di obiezione di coscienza. A fine agosto la sua richiesta viene respinta dalla Corte Suprema, ma Davis non cambia atteggiamento sul posto di lavoro.

Successivamente viene arrestata per non avere rispettato la sentenza del tribunale federale con l’ordine di concedere quel tipo di licenze. Sei giorni in carcere la fanno diventare un simbolo per i movimenti omofobi.

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