Violenza in California: uomo gay arrestato e picchiato dalla polizia, verrà risarcito

Picchiato e sottoposto a un uso eccessivo della forza Gustavo Alvarez, uomo gay californiano, ha denunciato le forze dell’ordine per violenza. Ora la stazione di polizia di Palo Alto, California, dovrà risarcirlo per 572.000 dollari. Le cause della denuncia? I poliziotti erano «motivati dal loro odio e dal loro pregiudizio nei confronti dei maschi gay».

Tutto ripreso da una videocamera di sorveglianza

Nel febbraio 2018 Gustavo fu fermato dalla polizia e arrestato perché stava guidando con la patente sospesa. Il fatto è avvenuto quando l’agente Christopher Conde ha avvistato la macchina di Alvarez sulla strada nonostante risultasse che al proprietario della vettura fosse stata sospesa la patente. Conde allora ha seguito Alvarez fino a casa. L’agente ha dunque affrontato Alvarez, ma ha ammesso di non aver visto chi stava guidando. Alvarez così è rientrato a casa. È stato allora che la situazione è degenerata: Conde ha chiamato rinforzi e diversi agenti, tra i quali il sergente Benitez, si sono presentati alla porta della vittima. Alvarez aveva installato una videocamera di sorveglianza sulla porta quindi il tutto è stato ripreso.

La dinamica della violenza

Un agente sfonda la porta di Alvarez e lo trascina fuori ammanettandolo. Benitez lo colpisce e lo sbatte contro il parabrezza della sua macchina: «Pensi di essere un duro, ora?» Alvarez avverte gli agenti di stare sanguinando e il sergente Benitez decide di rincarare la minaccia: «Ora sanguinerai ancora di più». Benitez sembra inarrestabile: «Vedi come si comportano bene quando puntiamo i piedi? Non lo facciamo abbastanza spesso». Poi arriva anche l’insulto omofobo: «È gay», dice Benitez e chiama Alvarez uno scherzo della natura. Viene chiamato un carro attrezzi e al so arrivo Benitez ha mimato l’arresto di Alvarez parlando in falsetto per prenderlo in giro e parlando del suo orientamento sessuale.

Il video, contente immagini forti e che possono urtare la sensibilità, potrete trovarlo in fondo all’articolo.

Cosa prevede il patteggiamento

Il patteggiamento che ha sancito il risarcimento a favore di Alvarez prevede altre clausole: tutti i poliziotti di quel dipartimento dovranno partecipare a corsi e formazioni per essere sensibilizzati e istruiti in merito alle tematiche Lgbt+, mentre Benitez dovrà fare scuse pubbliche. Un agente dovrà quindi seguire dei corsi di formazione al Napa Valley College Criminal Justice Training Center, centro che poi farà una formazione di due ore a tutti gli agenti. La formazione includerà spiegazioni in merito alla sigla Lgtbt+, alle parole a essa collegate, ai punti chiave della storia della comunità e su come crimini d’odio e violenze abbiano effetti sulla comunità.

Sospeso il poliziotto omofobo

Benitez è stato sospeso dopo che Alvarez ha intentato la causa e che il video è stato diffuso. È andato in pensione il mese scorso dopo diciannove anni in polizia e sta ricevendo una pensione di oltre 100.000 dollari l’anno. Gli altri agenti presenti nel video lavorano ancora al dipartimento. «Questo caso non cambierà la cultura del dipartimento nel giro di una notte», ha detto Cody Salfen, avvocato di Alvarez, «ma questo patteggiamento è decisamente un punto di partenza. Manda un messaggio a tutti quei poliziotti e dice che c’è un problema e che il tempo di cambiare è arrivato».

IL VIDEO DELLA VIOLENZA

La città e il dipartimento di polizia hanno rilasciato una dichiarazione in cui sminuiscono la posizione di Alvarez, ma hanno deciso di patteggiare per «minimizzare il fardello e le spese di un processo federale».

Le accuse contro Alvarez sono state fatte cadere per assenza di prove.

Leave a Comment

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca

My Agile Privacy
Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione. Cliccando su accetta si autorizzano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su rifiuta o la X si rifiutano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su personalizza è possibile selezionare quali cookie di profilazione attivare.