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Si è appena concluso il presidio di Omphalos davanti alla sede del Consiglio Regionale dell’Umbria, dopo la seduta andata a vuoto di questa mattina che ha rinviato al 4 aprile prossimo la discussione sulla legge contro l’omofobia e la transfobia.
“Sappiamo che alcuni consiglieri mancavano per impegni istituzionali – commenta a caldo Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos LGBTI -, ma il risultato delle assenze è sotto gli occhi di tutti. Abbiamo ottenuto di parlare con il consigliere Lionelli che è anche segretario regionale del Pd e gli abbiamo chiesto un impegno preciso: che l’emendamento Smacchi venga ritirato e si approvi la legge, ferma da 10 anni”.

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Il presidio di questo pomeriggio

Lionelli dal canto suo, secondo quanto riferisce Omphalos, ha risposto che lavorerà per una mediazione e che è chiaro che quell’emendamento presenta dei problemi dato che prende spunto da quello che ha già affossato le legge nazionale contro l’omofobia, rimasta lettera morta proprio dopo avere recepito l’emendamento Gitti-Verini.

“Il Pd è spaccato, ci rivolgeremo al nazionale”

“Il Pd umbro è spaccato e non riesce ad uscire dall’empasse – continua Bucaioni -. A questo punto ci appelleremo al Pd nazionale. Chiameremo in causa i tre candidati alla segreteria perché chiariscano qual è la loro idea di una legge contro le discriminazioni. Vogliono una legge che tuteli le vittime o una che tuteli gli omofobi? Su questo dovranno risponderci chiaramente”. “Ai consiglieri del M5S che hanno preferito uscire dall’aula e contribuire a far mancare il numero legale – conclude il presidente – abbiamo ricordato che se fossero rimasti, oggi la legge si sarebbe approvata per merito loro“.

“Uno spettacolo indegno”

Ad Omphalos arriva il sostegno del segretario nazionale di Arcigay Gabriele Piazzoni che definisce quanto accaduto questa mattina “uno spettacolo imbarazzante e indegno”. “Non bastassero i teatrini puerili e omofobi degli integralisti – scrive Piazzoni -, allarma l’evidente mancanza di responsabilità della forza di maggioranza, il Partito Democratico, che firma la proposta di legge ma poi non è in grado di garantire le presenze in aula per procedere al voto. Un ostruzionismo calcolato, un fuoco amico imperdonabile rafforzato dalla complicità del M5S che, quando si tratta di fare malapolitica, si presta volentieri a far da stampella ai suoi nemici giurati”. omphalos_presidio_legge_omofobia1

Per il segretario di Arcigay, quanto accaduto oggi è “la sintesi sconcertante della politica italiana oggi, in cui i partiti non esprimono più un paradigma di valori e un programma politico, ma sono solo il terreno in cui si consuma una lotta tra bande, autoreferenziale e disinteressata alla vita e ai bisogni delle persone”.

Il M5S risponde attaccando il Pd

I consiglieri del M5S hanno diffuso una nota in cui attaccano la presidente Marini e il Pd, difendendosi così dalle accuse. “Negli ultimi 15 giorni la maggioranza in Regione Umbria non ha trovato un accordo minimo nel suo seno – scrivono Liberati e Carbonari -: e anche oggi non c’erano i numeri in Aula. Mancava il numero legale, poiché i membri di maggioranza erano 10 su 21: nemmeno il minimo sindacale, come non di rado avvenuto fin qui”.

Va chiarito che 21 è il totale di tutti i consiglieri regionali e il Pd (che fa maggioranza da solo) ne conta 13 al suo attivo. Oggi in aula ne mancavano 3.
“Avremmo votato la legge sull’omofobia, ma Catiuscia Marini era assente – continuano i consiglieri pentastellati -: eppure poteva tranquillamente spedire l’assessore esterno a Roma per l’ennesima riunione sul terremoto, finora gestito a suon di annunci”.
manifestazione-si-umbria-legge-omofobia-e-transfobia2-1024x576Secondo Liberati e Carbonari, dunque, “non c’è stata la volontà, al di là di parole, annunci, grafiche sui social, ma solo la cinica pretesa di tenere saldamente i piedi su due staffe, nonostante impegni assunti addirittura da 10 anni”.

Sinistra Italiana: “Si approvi la legge ora”

È tempo di una legge. In Umbria la si approvi ora. Ogni ulteriore ritardo rischia di legittimare le azioni di coloro che seminano odio” aveva scritto su Facebook questa mattia il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni che chiede che l’emendamento presentato dal consigliere Smacchi (pd) venga dichiarato inammissibile. “Se questo emendamento venisse approvato ospedali, scuole, luoghi di culto, partiti e associazioni potranno essere libere di diffondere un pensiero discriminatorio – ha dichiarato Fratoianni -. Il compito della politica è la costruzione di una società inclusiva per tutte e tutti, e quindi ci batteremo affinché questo emendamento sia rigettato come inammissibile e la legge approvata, come promesso dalla maggioranza, senza ulteriori esitazioni”.

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