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Ancora ostacoli per la legge contro l’omo-transfobia della Regione Umbria. Approvata, non senza difficoltà, più di un anno fa, questa volta lo sgambetto proviene dalla prefettura.
Nella giornata di ieri, il prefetto di Perugia, Claudio Sgaraglia, ha inviato una diffida alla presidente della Regione Catiuscia Marina per bloccare l’applicazione del protocollo Lgbt. A cavalcare la polemica la Lega che, per voce del senatore Pillon, ha accusato la giunta di palazzo Donini di andare contro la legge regionale nr. 3 dell’11 aprile del 2017Il leghista contesta una impropria estensione del protocollo applicativo il quale non si limita a promuovere programmi di formazione per docenti e genitori ma prevede che le attività siano rivolte anche agli studenti. Questi, secondo il senatore, non dovrebbero essere esclusi dalla lotta contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere.

All’intervento a gamba tesa del prefetto è subito seguita la risposta della Regione. Palazzo Donini ha prima ricordato come il predecessore di Sgaraglia già a gennaio avesse fornito il suo benestare formale allo stesso protocollo in bozza. Nel merito della questione, la Regione ha ricordato come il suo ruolo sia finanziare e incentivare i programmi anti discriminazione ma che essa non ha il potere di imporli alle scuole, che restano libere, o meno, di adottarli.

La reazione di Omphalos

Conosciamo bene l’assurdità della posizione della Lega Nord, ma quella del Prefetto ci stupisce“, commenta Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos, che in una nota ricorda l’articolo 9 della legge approvata nell’aprile del 2017: “La Regione promuove iniziative di informazione, sensibilizzazione e formazione allo scopo di prevenire atti di violenza determinati dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere in tutti gli ambiti, a partire da quello familiare e scolastico””.

“Non si capisce -prosegue Omphalos- cosa ci sia di “illegale” o “improprio” quando nel protocollo si parla di prevenzione del fenomeno del bullismo omo-transfobico rivolta a genitori, personale scolastico e studenti. La reazione scomposta della Lega Nord nasconde un intento meramente politico, che è quello di contrastare apertamente qualsiasi tentativo di fare educazione alle differenze e al rispetto nelle nostre scuole. Stupisce invece che in questa guerra aperta ci sia infilato il Prefetto, con un’affrettata quanto inopportuna puntualizzazione. Invece che favorire e collaborare nell’applicazione di una legge regionale pienamente costituzionale, si assecondano i vaneggiamenti e le menzogne della Lega Nord.”

Omphalos chiede che si proceda alla firma come concordato già da tempo con tutti i soggetti, Prefettura compresa – scrive Bucaioni – e se alla firma del protocollo ci sarà una sedia vuota ce ne faremo una ragione e il Prefetto si prenderà la responsabilità della sua eventuale assenza”.

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