In Onda Pride

Il Torino Pride a fianco del Roma Pride. Perché non sarebbe dovuto essere così, chiederete.
L’ultimo comunicato che arriva dal capoluogo piemontese nasce dalle recenti polemiche sulla gestazione per altri e la partecipazione a quei pride che hanno incluso l’apertura a questa pratica nei loro documenti politici, primo fra tutti, appunto il Roma Pride. La discussione è diventata accesissima dopo le posizioni espresse da Arcilesbica, sembrerebbe, in risposta proprio al documento romano che, però, non è l’unico a parlare di gestazione per altri.

La libertà del corpo

“Molti Pride del 2017 si svolgeranno all’insegna della libertà del corpo, per rivendicare il diritto di scegliere cosa farne, come viverlo, come usarlo, dal modo in cui si può dare la vita a quello in cui morire – si legge nella nota diffusa dal Coordinamento Torino Pride -. Il Coordinamento Torino Pride, unitariamente, aderisce alla piattaforma politica e programmatica che anima il Roma Pride, sicuramente frutto di un’importante discussione e certamente sintesi di molte posizioni, sostenendo convintamente la posizione assunta sulla GPA e ciò che ne consegue”.

Un confronto sereno

Una presa di posizione netta dopo che, tra l’altro, Arcilesbica Milano aveva diffuso un altro comunicato in cui annunciava di non aderire al Pride romano proprio per le posizioni sulla GPA.
“Auspichiamo che temi di grande importanza come l’autodeterminazione dei corpi, le libertà di espressione individuale – conclude la nota – e anche argomenti non ancora sufficientemente dibattuti come la Gestazione per altri, la fecondazione eterologa, le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita possano entrare nel dibattito della comunità e dei movimenti LGBTQI con un confronto e una riflessione serena oltre i facili schematismi”.

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