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Vittorio Sgarbi non si sta facendo mancare niente, in questa campagna elettorale. Non che normalmente si e ci risparmi, chiaro. Ma negli ultimi giorni sta dando il peggio di sé. Se prima ha attaccato Cecilia Strada, ex presidente di Emergency e figlia di Gino, per un post in cui invitava a non fare sesso con i fascisti per non farli riprodurre, due giorni fa è toccato agli omosessuali finire nel vortice di una delle sue uscite.
A Cecilia Strada era toccato un post sessista in cui il critico d’arte sosteneva che nessuno avrebbe mai voluto fare sesso con lei. Ora è il turno di un discorso intriso di omofobia.

Il post di Vittorio Sgarbi contro Cecilia Strada con la risposta di Fiorella Mannoia

Le parole omofobe per criticare il ponte

Parlando del ponte costruito ad Alessandria dall’architetto statunitense Meier, Sgarbi ha sostenuto che “camminando su quel ponte diventi finocchio”. E non è certo un merito, a sentire il critico a cui proprio quel ponte non piace. “Ti si inverte il cervello” continua. E poi: “determina (il ponte, ndr) un’alterazione sessuale degli ormoni normali”. Battute accolte da fragorose risate degli studenti che lo stavano ascoltando. Ecco l’audio dell’intervento, pubblicato da La Stampa:


Quasi tre minuti durante una lezione all’aula magna del Dipartimento di Scienze dell’Università del Piemonte Orientale ad Alessandria in cui, oltre al solito linguaggio che ormai distingue Sgarbi da qualsiasi altro oratore (se in bene o in male decidetelo voi), le frasi omofobe si sono sprecate. E a niente è bastato quell’inciso secondo cui “essere omosessuali è bellissimo se uno è predisposto”.

La risposta di Tessere le identità”

Le parole di Sgarbi non sono passate inosservate e a rispondere è stata l’associazione cittadina lgbt “Tessere le identità”. “Ci preoccupa che parole come queste possano essere utilizzate come sinonimi di aberrante e senza senso – scrive l’associazione in una nota -. Siamo contenti di sapere che il dr. Sgarbi ritenga che essere omosessuali sia bellissimo ma ci chiediamo perché una persona che si ritiene un esperto di arte non utilizzi termini più appropriati per descrivere il suo punto di vista scadendo invece nella più bassa omofobia”.
E chiedendosi come possa una passeggiata su un ponte, quale che sia, far diventare “finocchi” l’associazione ha organizzato per questa mattina proprio una manifestazione sull’opera di Meier. Un appuntamento “per dire tutti insieme no all’utilizzo di termini omofobici come sinonimi di una valutazione negativa” spiegano gli attivisti. Ecco le foto del presidio, pubblicate da Tessere le identità sulla propria pagina Facebook.

Ed ecco il discorso tenuto sul ponte da Stefania Cartasegna, attivista trans e Presidente Associazione Tessere le Identità.

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