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La Locanda Rigatoni, il locale in cui si è consumata la vicenda dello scontrino omofobo che tanto scalpore ha fatto sui media nazionali, avvierà insieme ad alcune realtà Lgbt della capitale un percorso di formazione per i propri dipendenti, con lo scopo di evitare episodi di discriminazione a sfondo amo-transfobico. È quanto emerge da un comunicato stampa del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli di Roma.

L’incontro tra gestori e realtà Lgbt

Sebastiano Secci, al centro, in un dibattito pubblico con Andrea Orlando e Monica Cirinnà

L’incontro – si legge nel comunicato a firma del presidente del Mieli, Sebastiano Secci si è tenuto «insieme al gruppo sociale In Piazza per il Family Gay e all’associazione Gaynet di Franco Grillini». È molto chiaro su un punto, il rappresentante della più grande associazione romana: «Durante l’incontro non c’è stata alcuna intenzione di ridimensionare l’accaduto da parte dei responsabili del ristorante che hanno invece ribadito più volte il loro rammarico e la loro determinazione a rimediare all’accaduto».

Secci, Circolo Mario Mieli: “La repressione non paga”

«La nostra idea è che la repressione» continua la nota, alludendo all’allontanamento del responsabile del famigerato scontrino «non può essere l’unico provvedimento ma debba accompagnarsi a politiche aziendali che formino il personale sulle tematiche della diversità per fare in modo che mai più nessuno debba subire episodi di questa gravità». In base a tutto questo, dunque, si è «predisposto un percorso di formazione per il personale del locale. Il corso si svolgerà a partire da settembre e consisterà in cinque moduli» in cui si parlerà di vari temi, quali politiche e diritto antidiscriminatorio, con l’ausilio di formatori, psicologi e legali.

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