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Condannato a sei anni di carcere e all’interdizione dai pubblici uffici. È questa la sentenza della decima sezione penale del Tribunale di Milano letta oggi nella maxi aula della Prima Corte d’Assise d’Appello ai danni di Roberto Formigoni, ritenuto colpevole di corruzione negli anni in cui era presidente della Regione Lombardia. I giudici di Milano hanno ritenuto il Celeste colpevole di avere favorito la Fondazione Maugeri e l’ospedale San Raffaele con una serie di delibere approvate dalla sua giunta tra il 1997 e il 2011.

In cambio, Formigoni non avrebbe ricevuto contanti, ma ricompense sotto forma di vacanze di lusso in locaità esotiche, crociere su yacht a sua disposizione, cene in ristoranti stellati, finanziamenti per i meeting Comunione e Liberazione di Rimini per un valore complessivo di otto milioni di euro, “milioni di euro pubblici finiti in una percentuale del 25 per cento nelle tasche di Daccò e Simone per finanziare i sollazzi di Formigoni, dei suoi familiari e dei suoi amici”, si legge nella sentenza. Insieme a Formigoni sono stati condannati anche coloro che sono stati identificati come chi raccoglieva le tangenti: il faccendiere Pierangelo Daccò e l’ex assessore Antonio Simone. L’ex governatore, ora senatore di Ncd, è stato invece assolto dall’accusa di associazione a delinquere per non avere commesso il fatto.

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