Una giovane e molto promettente scrittrice, Giorgia Vezzoli, ci ha mandato in anteprima il suo nuovo romanzo e noi siamo letteralmente rimaste folgorate sulla via del Gender!
Già autrice di “Mi piace spiderman … e allora?“, piccolo caso letterario che ha avuto diverse menzioni e vinto premi, nonché di altri testi che vi raccomandiamo, Giorgia pubblica adesso il suo primo romanzo: “Ti amo in tutti i generi del mondo” esce infatti oggi 1 dicembre, edito da Giraldi Editore.
vezzoli1Si tratta di una storia d’amore davvero potente e particolare (capirete oltre perché) ma è anche una vero e proprio romanzo di formazione, in cui la voce narrante, Nina, attraverso la forza prorompente di un amore diverso da come lo aveva conosciuto fino a quel momento riesce anche a trovare se stessa e ad andare oltre i limiti che si era autoimposta e che in qualche modo l’avevano lasciata in una sorta di limbo.
In attesa della prima presentazione del libro che sarà sabato 10 dicembre a Bologna, in occasione della manifestazione Regali a Palazzo, abbiamo ottenuto da Giorgia una prima intervista in esclusiva sul suo romanzo… mi raccomando arrivate fino alla fine dove ci sarà una bellissima sorpresa! 😉

Giorgia, nei tuoi libri hai affrontato spesso il tema degli stereotipi di genere nella nostra società: dove nasce l’idea tanto originale alla base di questo tuo nuovo romanzo?
vezzoli2Ciao Beagles! Mi sono sempre chiesta perché, nel conoscere una persona, sentissi tanto l’esigenza di sapere esattamente se fosse un maschio o una femmina e come mai questa caratteristica condizionasse tanto il mio comportamento nei suoi confronti… Così ho provato a pensare “E se non mi fosse possibile saperlo? Come reagirei?”. Da qui l’idea di interagire con un personaggio di cui non fosse dato conoscere il sesso e il genere.
C’è un bel romanzo per ragazzi di Bianca Pitzorno (“Extraterrestre alla pari”) che parla di Mo, piccolo/a extraterrestre di cui non è possibile sapere il sesso poiché sul suo pianeta le differenze sessuali non si manifestano sino al compimento dei 18 anni. Ho pensato che i tempi fossero maturi per narrare una storia dove questa condizione si verificasse fra adulti (seppur giovani) e senza bisogno di ricorrere al fantasy, con tutte le conseguenze del caso. Prima fra tutte, la possibilità di esplorare una relazione d’amore.

Chi sono Nina e Sasha, e perché la loro storia è un esempio?
Nina e Sasha sono due anime inquiete, un po’ ribelli e fondamentalmente romantiche.
Nina è un personaggio decisamente simpatico, in cui tante ragazze possono identificarsi. Suo è il punto di vista che permette ai lettori e alle lettrici di interagire con una persona senza conoscerne né il genere né il sesso come sue sono le perplessità e i dubbi comuni in cui molti/e potrebbero imbattersi.
Sasha è un personaggio originale. Volevo parlare di una persona considerata “diversa” in quanto priva di un’ identità di genere definita non in modo negativo ma come una persona affascinante e complessa. Naturalmente pur senza nasconderne le difficoltà.
La storia di Nina e Sasha ci permette di vivere emozioni d’amore intense anche a prescindere dal sesso e dal genere. Un’esperienza che di certo non capita tutti i giorni e che a tanti/e molto probabilmente mai capiterà nella vita!

vezzoli3Questa storia d’amore ci aiuta a guardare al di là di ciò che gli occhi sono in grado di vedere e a capire quanto sia meraviglioso anche il “socialmente imperfetto”. Ma perché, secondo te, in tante e in tanti inseguono uno stereotipo di “perfezione”, anche nell’amore?
Più che lo stereotipo di perfezione secondo me a volte tendiamo a inseguire gli stereotipi, in generale, con cui siamo cresciuti/e e siamo stati educati/e. Non dobbiamo sottovalutare l’importanza dei modelli di coppie e di amore che hanno accompagnato la nostra crescita e, fra questi, dubito ci siano molte storie dove l’identità di genere sia messa così in secondo piano.

Quale è il messaggio del tuo libro che speri raggiunga i lettori e le lettrici?
Che l’amore non ha né sesso né genere e che il valore della persona, alla fine, è tutto quello che importa.



Nel tuo precedente libro, “Mi piace Spiderman… e allora?” la protagonista Cloe era liberamente ispirata a tua figlia. Da chi hai preso ispirazione per i personaggi di Nina e Sasha?
Da nessuna persona in particolare, quanto piuttosto dalla possibilità di esplorare modi di essere differenti da quelli canonici e di poterlo fare senza nascondersi. Una tendenza che mi pare stia emergendo nella nostra società.

Sempre a proposito di tua figlia: che genere di amore vorresti, per lei?
Un amore che la rispetti, la faccia crescere e diventare una persona migliore.

vezzoli4Parafrasando una canzone di Immanuel Casto, secondo te… “who is afraid of gender?” E perché?
Innanzitutto cosa è il gender? Mi credete se vi dico che io non l’ho ancora capito? 😀
Penso che le persone che temono “il gender”, forse, non abbiano ben compreso che parlare di questioni di genere significa, fondamentalmente, riflettere su una cultura che ha creato discriminazioni, cercando di conoscerle e di trovare metodi per superarle.

Per concludere la cosa più importante: sei anche una Poeta, dunque… questo è il tuo momento creativo. Scrivi una breve poesia dedicata alle Beagles, muse ineguagliabili di qualunque artista.
Beagles, mie Beagles,
se foste acqua,
sareste doccia sul sudore
delle mie ascelle.
Se foste terra,
sareste l’orto del vicino
con le zucche più grosse.
Se foste aria,
sareste brezza sopra i gas di scarico
dopo una coda in tangenziale.
Se foste fuoco,
vi accenderei ogni giorno
per rimirare il vostro ardore all’infinito.

E con questa meravigliosa Ode alle Beagles non possiamo che chiudere e consigliarvi di andare ad acquistare 100 copie ciascuno di Ti amo in tutti i generi del mondo!!!