In Rainbow

Migliaia di persone previste per il secondo festival dell’orgoglio arcobaleno in Myanmar, che vedrà il via il prossimo 26 gennaio e sarà celebrato in barca, lungo il fiume principale della città di Yangon. L’evento, che si prefigura come un pride locale, continuerà fino al 3 febbraio e prevede esibizioni varie, proiezioni di film a tema Lgbt, una vera e propria “olimpiade drag” (con tanto di gare di hula-hoop e lancio di borsette) e una premiazione finale.

Il difficile percorso verso la democrazia

Un momento che va ben oltre la dimensione festosa e leggera in un paese come questo, da poco rientrato nel sentiero della democrazia dopo una brutale dittatura e dove ci sono ancora forti contraddizioni, anche riguardo le persone Lgbt. Come ricorda il sito Gaystar News, il sesso tra maschi è illegale in Myanmar, a causa di una residua legge imposta sotto il regime coloniale. La stessa che la Corte Suprema dell’India – che insieme all’ex Birmania faceva parte dell’Impero Britannico – ha cancellato qualche mese fa perché ritenuta incostituzionale.

Un’opinione pubblica poco a poco più favorevole

Arrivato al suo secondo anno, il pride di Yangon, che è il principale centro economico del paese, è stato il primo evento di questo genere nello stato del sud est asiatico. Gli attivisti di &proud, l’associazione che sta organizzando il festival, si dicono molto fiduciosi, perché grazie a quanto già fatto lo scorso anno l’opinione pubblica sta cambiando la sua percezione sull’omosessualità.

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