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“Peccato che non avremo mai figli”: una storia d’amore, di lotta e di famiglia

Gli ultimi giorni di agosto per me sono fra i più belli dell’anno, perché sono quelli in cui recupero le energie dopo le vacanze e mi preparo ad una nuova stagione fatta di lavoro, famiglia, figli e mille pensieri e preoccupazioni in arrivo.
Sono anche i giorni in cui mi ricavo del tempo per fare delle cose che normalmente non riesco a fare, fra cui leggere e scrivere.

E quest’anno è sicuramente il momento migliore per condividere con voi una lettura che mi ha accompagnato nelle scorse settimane e che mi ha molto colpito. Si tratta dell’esordio letterario di Giuseppina La Delfa, fondatrice ed ex presidente di Famiglie Arcobaleno, “Peccato che non avremo mai figli” (ed. Aut Aut).

L’uscita, al momento giusto

Il libro è uscito il 17 maggio scorso (giornata scelta ovviamente non a caso) e dunque prima dell’insediamento di questo nuovo Governo, ma visti i temi affrontati non poteva arrivare in un momento migliore. Lo scritto, infatti, si inserisce benissimo nell’attualità delle tristi, medievali esternazioni del neoministro alla famiglia Fontana.

Questo volume è il primo di una trilogia in cui Giuseppina racconterà i 36 anni di storia della sua famiglia: dal suo amore con Raphaelle fino (spoiler!) all’arrivo dei loro due cercatissimi e amatissimi figli, Lisa Marie e Andrea Giuseppe.

Una spiaggia francese, 36 anni fa

Tutto ha inizio su una spiaggia francese, il 16 maggio 1982, quando io avevo esattamente un giorno di vita. Questa coincidenza, pagina dopo pagina, mi ha fatto riflettere: è evidente che la mia generazione, che pure continua a combattere per la piena eguaglianza ancora da raggiungere, tante altre cose le dà per scontate e dimentica che molto di quello che oggi ha è anche merito di chi ha vissuto la propria vita e il proprio amore con coraggio, alla luce del sole, combattendo per tutte e tutti, anche per chi era costretto a (o sceglieva di) nascondersi.

Insieme contro i pregiudizi

Esattamente come hanno fatto, fra gli altri, Giuseppina e Raphaelle. In modo molto forte, la prima parte del libro ci racconta questa battaglia, fatta attraversando tutti gli anni ’80 e ’90 con la forza del loro amore, dalla Francia all’Italia, superando gli ostacoli, l’indifferenza e i pregiudizi. E (spoiler!), alla fine del libro, trovando il coraggio di pronunciare ad alta voce un sogno che avevano seppellito 18 anni prima in quella spiaggia e che incarnava un diritto sacrosanto: quello alla felicità, nonostante tutto e tutti.

Agire partendo da sé

“Peccato che non avremo mai figli” è la storia di un amore lungo più di tre decenni e di come sia iniziato fra mille difficoltà, di nascosto, e sia cresciuto fino ad emergere sempre di più dando a ciascuna delle due protagoniste una forza che da sole non avrebbero mai avuto.
Inizia come romanzo di formazione, soprattutto nel raccontare un’adolescenza e post adolescenza in cui chiunque può immedesimarsi, resa tanto più difficile dal contrasto di parenti e società pronti a puntare il dito contro un amore ritenuto sbagliato.
Poi la scrittura ci porta sempre di più ad entrare nella testa delle protagoniste, quasi a mostrarci come in una fotografia il loro agire da dentro se stesse. Tutto con uno stile sempre scorrevole e piacevole che certamente risente della variegata provenienza di Giuseppina, per metà francese e per metà italiana, e in particolare figlia di emigrati siciliani e poi trapiantata in Irpinia.

Un messaggio per tutti

Ma soprattutto il libro lancia un messaggio. Ai giovani innanzitutto, invitandoli a non arrendersi mai e a lottare per i propri sogni e per costruire un modo migliore.
E a quelli come il ministro Fontana che dicono che le nostre famiglie non esistono: perché, peccato per voi, ma i figli li abbiamo avuti e li abbiamo e li avremo ancora. Le nostre famiglie esistono e nulla potrà fermare quest’onda arcobaleno.

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