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“Ma tanto a te che servono i genitali?”. E ancora: “Io non conosco queste patologie!” dove “patologia” sarebbe l’omosessualità. E’ così che si sarebbe sentito rispondere un giovane tesserato di Arcigay Napoli durante una visita medica.
A denunciare il fatto è la stessa associazione che parla di “episodio increscioso”. Secondo la denuncia racconta dall’associazione, qualche giorno fa il ragazzo si è recato presso il reparto di chirurgia dell’ospedale Cotugno di Napoli per sottoporsi ad una visita di controllo per via di un intervento che aveva subito alla parte terminale dell’intestino.

“Tanto a te a che servono i genitali?”

Durante la visita, ha raccontato il ragazzo che preferisce mantenere l’anonimato, il chirurgo lo avrebbe accidentalmente colpito ai genitali. Al lamento del giovane, il medico avrebbe risposto: “Ma tanto a te a che servono i genitali?”. Lui, che non fa mistero della sua omosessualità, gli avrebbe ribattuto: “Sono un uomo come lei, mi servono come a lei”. La visita è poi continuata e quando il dottore stava preparando l’impegnativa per gli altri accertamenti di cui il giovane ha bisogno, il ragazzo gli ha chiesto se poteva riprendere la sua normale attività sessuale. Infastidito, il dottore ha strappato l’impegnativa esclamando “non conosco queste patologie, non ti devi prendere questa confidenza con me”.

“Il dottore è nervoso, torna tra 15 giorni”

“A quel punto – ha riferito Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli, a Gaypost.it – il ragazzo è stato raggiunto da alcuni collaboratori del medico che gli hanno detto il dottore era nervoso e che sarebbe stato meglio tornare dopo una quindicina di giorni”.
“Collaboriamo da tempo con il Cotugno – continua Sannino – sul tema delle malattie a trasmissione sessuale e sulla prevenzione. Per questo non solo ci stupisce, ma ci sembra ancora più grave che proprio un ospedale in cui si cerca di accogliere i giovani omosessuali e trans tra cui c’è una recrudescenza di infezioni di questo tipo, poi si tratti un ragazzo gay in questo modo”.

La richiesta di chiarimento per email

L’associazione ha inviato alcune email all’ospedale per chiedere chiarimenti, oltre che per assicurarsi che il ragazzo sia seguito adeguatamente per ciò di cui necessita. “Alle email non ci hanno risposto – conclude Sannino -, ma abbiamo contattato un altro medico dell’ospedale che si è fato carico di seguire il nostro socio per gli accertamenti che dovrà fare”.

“La regione formi il personale medico”

“Se al posto del nostro amico si fosse trovato un ragazzo omosessuale più giovane o più fragile – si legge nella nota diffusa da Arcigay -, le risposte violente e antiscientifiche del dottore del Cotugno avrebbero certamente inferto un trauma profondo nella psiche del paziente. Per tanto chiediamo che in Regione Campania possano esserci momenti di formazione sulla salute delle persone LGBT, per contrastare ogni forma di discriminazione che spesso diventano ostative per tantissime ragazze e tantissimi ragazzi nell’accesso al sistema sanitario nazionale”.
Gaypost.it ha contattato la direzione del Cotugno che però ha risposto di non essere a conoscenza dell’accaduto e si è riservata di esprimersi successivamente.

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