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Malta: il sì al matrimonio egualitario potrebbe arrivare entro la settimana

Malta potrebbe essere il prossimo paese a introdurre il matrimonio egualitario. Dopo il voto in Germania di qualche giorno fa, ora sarebbe il turno di Malta che già da due anni è in cima alla classifica che ogni anno ILGA Europe stila in occasione della Giornata mondiale contro l’omotransfobia. Primo stato a introdurre il divieto alle terapie riparative, in termini di diritti civili delle persone LGBT la piccola isola, spesso al centro delle polemiche per il rifiuto di soccorrere i barconi dei migranti, ha fatto passi da gigante. La discussione sulla legge è iniziata la settimana scorsa e il voto potrebbe arrivare entro pochi giorni. Tutti gli osservatori, tra cui Human Rights Watch confidano in un voto favorevole di un’ampia maggioranza, dato che tutti i partiti in campagna elettorale hanno dichiarato di essere favorevoli.

La promessa del premier e le critiche dell’opposizione

“Malta vuole mantenere la guida sulle questioni LGBT e le libertà civili – ha dichiarato alla BBC il premier Joseph Muscat – per essere da modello per il resto del mondo”. La legge consentirebbe alle coppie dello stesso sesso anche di adottare bambini nati fuori dalla coppia.

Come ricorda la BBC, dopo la sua clamorosa vittoria alle elezioni, Muscat dichiarò che il primo disegno di legge che sarebbe stato discusso in parlamento sarebbe stato il Marriage Equality Bill. E alla legge è arrivato anche il supporto del leader del partito di centro destra, Simon Busuttil, capo del Partito Nazionalista attualmente all’opposizione. Ma il suo partito ha criticato alcune parti della riforma. Il capogruppo David Agius ha protestato in aula: “Da ora in avanti non si potranno chiamare i propri genitori ‘mamma’ e ‘papà’ perché non è nella legge. E invece della Festa della Mamma celebreremo la ‘Festa di chi ha partorito’?”.

Il no della chiesa

Contrario il fronte cattolico secondo cui aprire al matrimonio egualitario significa porre le basi per permettere la donazione di sperma e la gestazione per altri. “Non siamo contro i gay – ha dichiarato l’arcivescovo di Malta Charles Scicluna -, ma non c’è bisogno di cambiare il modo in cui Dio ha creato il matrimonio per fare in modo che due uomini o due donne possano sposarsi”.
L’alto prelato ha anche attaccato la parte della legge che punta a sostituire le diciture “marito e moglie” e “madre e padre” definendola “deplorevole”.
La discussione sulla legge è iniziata la settimana scorsa e il voto potrebbe arrivare entro pochi giorni.

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