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Sarebbe stato licenziato dal suo posto di lavoro per la sua appartenenza a una squadra di softball apertamente gay. A denunciarlo è stato Gerald Bostock, di Doraville, Georgia, Stati Uniti.

IL PROTAGONISTA

Gerald Bostock ha denunciato il suo ormai ex datore di lavoro, la contea di Clayton. Per anni, infatti, Bostock ha lavorato per la contea di Clayton come coordinatore del walfare per i minori, lavoro per il quale è sempre stato stimato.
Fino al giugno 2013, quando Bostock ha scoperto di essere stato licenziato.

I MOTIVI DEL LICENZIAMENTO

Alla richiesta di spiegazioni, dati gli anni di onorata carriera, Vostock si è sentito rispondere che il dipartimento per il controllo finanziario aveva riscontrato alcune irregolarità nel suo lavoro. Bostock però ha respinto al mittente queste accuse spostando l’attenzione sul suo orientamento sessuale.
Secondo Bostock il tutto sarebbe iniziato quando si è unito alla Hotalanta Softball League, una lega amatoriale Lgbtq+. Bostock amava giocare in questa lega e ha promosso le sue attività di volontariato attraverso i canali della lega stessa. Prima dell’iscrizione, Bostock non aveva mai nascosto la sua sessualità, ma la sua presenza in luoghi apertamente queer deve aver dato fastidio ad alcuni suoi superiori, visto che racconta di come voci sul suo conto erano iniziate a girare dopo pochi mesi.

LA REVISIONE CONTABILE

Ad aprile la contea di Clayton ha iniziato una revisione contabile e Bostock afferma che si sia fondata solo sul suo orientamento sessuale. Si è infatti concentrata su una cena per volontari – i cui servizi rientravano della gestione di Bostock – a carico della contea dove sarebbero stati presenti alcuni membri della lega di softball.
A maggio è venuto fuori che i suoi superiori avevano organizzato una riunione solo per parlare della sua partecipazione alla Hotlanta Softball League e che nemmeno due settimane dopo il suo contratto è stato stracciato per cattiva condotta. Bostock è stato scordato fuori dall’edificio quello stesso giorno con il divieto di farvi ritorno.

DOPO IL LICENZIAMENTO

Bostock si è detto devastato: «Ho perso il lavoro che amavo, la mia passione. Ho perso la mia fonte di guadagno. Ho perso l’assicurazione sanitaria». In quello stesso periodo Bostock si stava riprendendo da un cancro alla prostata.
Da tutti i rapporti interni alla contea Bostock era un impiegato modello. Il sul lavoro al Welfare per i bambini aveva portato a diversi encomi e onorificenze e dal 2010 era riuscito, attraverso un programma specifico, ad assegnare a ogni bambino in bisogno un volontario. Una azione che gli aveva fatto guadagnare la stima della stampa e gli aveva procurato l’opportunità di partecipare a commissioni federali e di fare da consulente in programmi simili.

LA CAUSA LEGALE

Dopo il licenziamento, con il supporto del suo compagno, Bostock ha trovato subito un altro lavoro all’ospedale di Atlanta. Solo tre anni dopo, nel 2016, avrebbe deciso di aprire una causa legale contro la contea.
Il suo caso, tuttavia, è stato respinto ai primi appelli, andando in corto circuito con altre sentenze delle corti di Stato di appello che avevano già influenzato la Corte Suprema a trattare questi casi specificando una volta per tutte l’orientamento nei confronti delle discriminazioni sui luoghi di lavoro per la comunità Lgbt+.
Martedì la Corte Suprema si occuperà di quattro casi legati alle discriminazioni sul luogo di lavoro della comunità Lgbt+. Tra questi ci sarà anche il suo caso. E anche se il protagonista e i suoi avvocati non saranno sentiti direttamente, la decisione potrebbe permettere di riaprire la causa. Uno dei casi che verranno riesaminati martedì è quello di Zard contro Altitute Express Inc. Donald Zarda, come Bostock, era stato licenziato per il suo orientamento sessuale, ma al contrario di Bostock si era visto riconoscere la ragione in appello.

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