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Negli ultimi 12 mesi in Francia è raddoppiato il numero di persone Lgbt rimaste vittime di un’aggressione fisica – dal 3 al 7% degli intervistati – mentre il 60% di chi e’ stato aggredito ha pensato al suicidio.

I dati

I dati allarmanti sui crescenti attacchi ai danni di lesbiche, gay, bisessuali e trans sono diffusi dalla Fondazione Jean-Jaure’s e dalla Delegazione interministeriale di lotta al razzismo, all’antisemitismo e all’odio anti-Lgbt. In base alla ricerca congiunta, il 22% delle componenti di questo gruppo – una persona su cinque – ha riferito di aver subito un’aggressione fisica di natura omofoba nel corso dell’ultimo anno.

Chi aggredisce ha meno di 30 anni

Un risultato che segna un aumento di cinque punti rispetto all’ultimo studio del genere, realizzato dall’Istituto demoscopico francese Ifop nel giugno 2018. Inoltre il 55% dei Lgbt ha denunciato di essere rimasto vittima di un’aggressione omofoba almeno una volta nel corso della propria vita. Stabile il numero di casi di insulti, distruzione di beni e contatti sessuali forzati. Solo il 20% delle vittime sporge formale denuncia, si rivolge alla polizia (27%) o ad un’associazione Lgbt (19%). Nella maggior parte dei casi l’aggressore è un uomo di meno di 30 anni (75%), che agisce in presenza di un gruppo, anche se gli attacchi da piu’ individui sono meno diffusi (21%).

La strategia dell’invisibilità

Per via di un “ambiente omofobo”, molte persone Lgbt optano per “strategie di invisibilità”, ha sottolineato l’Ifop, rinunciando a tenersi per mano, baciarsi per strada, frequentare alcuni quartieri o tornare a casa da sole. I risultati delle ricerche vengono diffusi a pochi giorni dalla giornata mondiale di lotta all’omofobia e alla transfobia, il 17 maggio, e oggi verranno presentati al segretario di Stato per le pari opportunità, Marle’ne Schiappa. Uno degli ultimi casi di cronaca più eclatanti è quello di una persona transgender brutalmente aggredita verbalmente e fisicamente dalla folla lo scorso 31 marzo durante una manifestazione anti-Bouteflika a Parigi.

Le risposte delle istituzioni

A novembre la sindaca socialista della capitale, Anne Hidalgo, ha varato un piano di azione per lottare contro la violenza e l’ostilità nei confronti delle persone Lgbt, con in dotazione 100 mila euro, ribadendo che “Parigi è una capitale Lgbt friendly”. Per il presidente Emmanuel Macron, che ha ricevuto vittime e associazioni, queste violenze sono “indegne della Francia”.

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