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Gli scienziati ritengono di aver curato un paziente positivo al virus dell’HIV. Lo riporta il New York Times precisando che la ricerca sarà pubblicata oggi sulla rivista Nature e presentata nel corso di una conferenza stampa a Seattle.
Il nome del paziente resterà anonimo.

Il secondo caso al mondo dopo 12 anni

Il primo paziente al mondo guarito dall’infezione da HIV fu lo statunitense Timothy Ray Brown. Si trovava nella capitale tedesca quando scoprì di essere sieropositivo. 12 anni fa, a seguito di un trapianto di midollo ricevuto da un donatore con una mutazione genetica, il virus divenne non rilevabile. Brown smise di assumere farmaci per l’HIV ma, nonostante la sospensione della terapia anti-retrovirale, l’infezione non tornò più a manifestarsi e per questo è stato considerato totalmente guarito. Passò alla storia come il “paziente di Berlino”.

Oggi la storia si ripete e un altro paziente, già ribattezzato “il paziente di Londra”, sembrerebbe essere guarito a seguito di un trapianto di midollo utilizzato per la cura del cancro.
“Non c’è nessun virus che possiamo rilevare”, ha annunciato Ravindra Gupta, professore e biologo dell’Hiv che ha diretto il team di medici che seguono l’uomo, ora ribattezzato “il paziente di Londra”. Ma Gupta resta cauto spiegando che sebbene il suo paziente sia “funzionalmente curato” e “in remissione”, “È troppo presto -ha ammonito- per dire che è guarito“.

Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione, il presidente Donald Trump aveva promesso di eliminare la piaga dell’Aids negli Stati Uniti nel giro di 10 anni.
Secondo i dati dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, sono oltre un milione gli americani con l’Hiv, con 40.000 nuovi contagi ogni anno.

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