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Una storia che ha doppiamente dell’incredibile e che arriva da New York, là dove tutto è cominciato cinquant’anni fa.
Un uomo è stato licenziato per la sua omosessualità, ma non prima di vedersi dimezzare lo stipendio «a quanto guadagnano le altre donne dell’ufficio». Una storia di omofobia, discriminazioni e che mette in luce anche l’enorme divario tra uomo e donna nella consistenza dei salari. Anche all’interno della stessa azienda.

COLPA DI UN ANELLO

Wesley Wenecke, trentadue anni, ha iniziato a lavorare a Eventique, questo il nome dell’azienda, a giugno, dopo essere stato reclutato a Boston. Il suo calvario nell’azienda è iniziato appena una settimana dopo. Wesley ha ammesso di essere gay quando un collega gli ha chiesto spiegazioni in merito alla sua fede nuziale, definita «femminile e appariscente». Tutto ciò è successo di fronte al titolare dell’azienda, Henry “Liron” David. Il collega avrebbe chiesto a Wesley l’aspetto della moglie.

LE CONSEGUENZE

David, il titolare, non solo ha evitato di censurare le domande del collega, ma ha iniziato a escludere Wesley dalla vita aziendale. L’uomo non è più stato invitato alle conferenze ed è rimasto tagliato fuori dalla vita sociale tra colleghi.
Il 20 settembre a Wesley è stato comunicato che il suo stipendio sarebbe stato dimezzato: da 145mila dollari l’anno a 70mila. «Non riesco a dormire la notte pensando che tu venga pagato così tanto rispetto alle altre donne dell’ufficio», avrebbe detto David.
Un’affermazione che è grave sotto due aspetti. Da un lato l’ovvia omofobia, dall’altra l’ammissione, nemmeno troppo candida, di discriminare apertamente le donne sul luogo di lavoro dando loro uno stipendio nettamente inferiore a quello dei colleghi uomini.

«È chiaro che David abbia usato tutte queste tattiche per escludere Wernecke perché aveva già deciso, nonostante l’ottimo lavoro di Wesley, che non avrebbe accettato un omosessuale in ufficio e che l’avrebbe fatto fuori», hanno detto i legali di Wesley.

Il salario ha poi subito un nuovo taglio a 58mila dollari, prima che Wesley, a ottobre, venisse licenziato.
«Questi gesti non si conciliano con le concezioni liberali antidiscriminazioni scritte nella legge di New York e dello stato per proteggere le persone Lgbt+ nei loro posti di lavoro», ha detto al Post Anthony Consiglio, avvocato di Wesley.
L’avvocata di David, invece, ha definito la denuncia «Shockante e priva di fondamento»

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