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Flop di “120 battiti al minuto” nelle sale, l’amarezza di Teodora: “Vi meritate Adinolfi”

I primi giorni di proiezione nelle sale di “120 battiti al minuto”, il film sui primi attivisti parigini che si battevano contro l’Aids e l’indifferenza che la circondava, sono stati un flop. Lo comunica Teodora, l’azienda che ne ha curato la distribuzione. Con un tweet, il distributore punta il dito contro la comunità Lgbt che “diserta il film” e chiude con “Ve lo meritate Adinolfi”. Un messaggio amaro e arrabbiato a cui gli utenti di Twitter hanno risposto in vari modi.

Le reazioni su Twitter

Alcuni condividendo l’amarezza, altri criticando la chiusura del tweet (“Ok ma lo avreste mai scritto “ve lo meritate Hitler” per un film sulla Shoah? L’amarezza non giustifica un insulto” scrive Piergiorgio D’Onofrio), altri ancora criticando il metodo di distribuzione.

Lo sfogo del distributore su Facebook

Meno duro, ma altrettanto amaro, il messaggio pubblicato sulla pagina Facebook di Teodora.

Ad una utente che spiega di essere un’attivista e di avere visto il film in una sala piena di persone lgbt, Teodora risponde: “Anche noi titolari di Teodora siamo gay. Il film ha fatto a malapena 10mila spettatori – a naso direi che almeno 3 milioni di italiani sono gay (non conto i bambini , e quelli nascosti o quelli impossibilitati a vedere un film, senno saremmo a 6 milioni). Il rapporto è un po basso. A genova 247 spettatori e a Firenze 359 in 5 giorni. E’ davvero amara da inghiottire…Onestamente ci sentiamo traditi dalla maggioranza – ovvio che ci sono le eccezioni a cui siamo grati. Ma dopo anni di lavoro in cui abbiamo portato in Italia Pride, Lo sconosciuto del lago, Tomboy, Eisenstein , Weekend, Krampack, XXY eccetera eccetera, mi viene voglia di buttare la spugna. Scusa lo sfogo.”

“Nel mondo riempie le sale”

Resta il dato, sconfortante, per un film che parla di un argomento che meriterebbe molta più attenzione e che, invece, ha subito anche la censura del Ministero dei Beni Culturali che lo ha vietato ai minori di 14 anni.
Poche anche le sale in cui il film è in visione: appena quaranta in tutta Italia con intere regioni scoperte, come la Campania. “Un film che nel mondo riempie le sale” scrive Teodora, forte dell’oltre mezzo milione di spettatori in Francia.

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