Milano: flash mob in risposta alle Sentinelle bloccato dalla polizia

Doveva essere un flash mob in risposta all’ennesima veglia delle Sentinelle in Piedi, ieri in piazza della Scala a Milano. Ma i dieci attivisti “prevalentemente donne, fra le quali due mamme” sono stati bloccati dalla Digos che li hanno identificati e impedito il flash mob. A raccontare l’accaduto è Monica Romano, attivista, transgender e candidata al consiglio comunale di Milano, che ha pubblicato sul suo profilo Facebook un video che documenta l’accaduto.

“Sarebbe durato un minuto – scrive Romano -. Volevamo leggere tutti insieme un passaggio sui diritti civili tratto dal mio romanzo “Trans. Storie di ragazze XY”, per poi andare via, il tutto ovviamente nel modo più pacifico. Ci sembrava un’idea bella e intelligente per dare una risposta a chi scende in piazza per togliere diritti ad altri e portare la nostra voce nel rispetto delle regole”.

“Invece – continua – tre agenti della Digos ci hanno accerchiato, chiesto i documenti e intimato di andarcene. Al nostro rifiuto iniziale e alla nostra richiesta di spiegazioni, i toni e le voci si sono alzati notevolmente. Mi è stato detto che anche un amico dall’altra parte della piazza, anche lui attivista LGBT e persona civilissima e rispettata, che avevamo salutato mezz’ora prima, è stato malamente spintonato e costretto ad andarsene”.

“Essendo una cittadina che ha sempre rispettato le regole – prosegue – e vissuto nella legalità (mai presa una multa, e non è un modo di dire), pagando peraltro regolarmente ed esaustivamente le tasse su tutto quel che guadagno come impiegata in uno studio professionale, e come me tutti le mie amiche e amici, ritengo inaccettabile il modo in cui ci hanno trattato. Peraltro li abbiamo sentiti chiaramente mentre comunicavano nelle radio: “qui c’è un gruppo di gay, lesbiche e trans” con un tono piuttosto infastidito”.

“Non ho mai avuto nulla contro chi lavora presso le forze dell’ordine – conclude -, ho anzi sempre stimato moltissimo chi garantisce la sicurezza e l’ordine pubblico per garantire una qualità di vita a noi tutti. Tuttavia credo che molti operatori delle forze dell’ordine dovrebbero formarsi in modo adeguato sulle tematiche LGBT e curare la loro omotransfobia. Nei prossimi giorni presenterò comunque un esposto presso la Polizia Municipale”.

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