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Finalmente il governo britannico riabilita migliaia di gay condannati per essere tali

Dopo la riabilitazione di Alan Turing, il matematico inglese condannato perché gay e poi morto suicida per le conseguenze della castrazione chimica, avvenuta nel 2013, ora il governo britannico ha annunciato che le migliaia di “gay e bisessuali” a cui nei secoli venne riservato lo stesso trattamento saranno tutti riabilitati. Il caso di Turing è diventato emblematico per la popolarità del matematico. Considerato tra i padri dell’informatica moderna, durante la Seconda Guerra Mondiale Turing sviluppò la macchina a cui venne poi dato il suo nome, in grado di decriptare Enigma, il codice usato dai tedeschi per le loro comunicazioni. In questo modo le forze alleate riuscirono a fermare i tedeschi e ad anticipare la fine della guerra.

Il matematico Alan Turing

Ci sono voluti decenni prima che il governo e la corona britannica riabilitassero la figura di Turing, nonostante il ruolo chiave che il matematico aveva avuto nel secondo conflitto mondiale. Ma la sua vicenda ha fatto da apripista per tutte le migliaia di gay e bisessuali condannati per le relazioni che avevano con altri uomini.

L’iniziativa del governo di Londra è stata accolta con favore dagli attivisti della comunità lgbt britannica ed è stata illustrata dal viceministro della Giustizia Sam Gyimah. “È di enorme importanza garantire il perdono legale a persone condannate in passato per abusi sessuali e che oggi sarebbero innocenti da ogni reato”, ha detto Gymah alla Bbc. Gli interessati o i loro familiari potranno rivolgersi al ministero dell’Interno per avviare la pratica.

In Gran Bretagna l’omosessualità è stata punita come un crimine fino al 1967 in Inghilterra e Galles, fino al 1980 in Scozia, fino al 1982 in Irlanda del Nord. Le pene previste erano carcerarie e si potevano convertire nella castrazione chimica, processo particolarmente invasivo e crudele che portava a scompensi ormonali, crescita del seno e depressione. A seguito di questa terapia, Alan Turing si suicidò mangiando una mela imbevuta di cicuta ispirandosi, si dice, alla sua fiaba preferita, quella di Biancaneve.

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