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Dopo il patrocinio negato e concesso dopo le polemiche per un’iniziativa di Arcigay in occasione del Coming Out Day, il sindaco di Ferrara torna a fare parlare di sé. Questa volta, sotto la mannaia dei “no” leghisti è caduta una richiesta di una sala presentata da Famiglie Arcobaleno. “Prendiamo atto con preoccupazione che il Comune di Ferrara ha negato, per la prima volta, uno spazio comunale all’associazione Famiglie Arcobaleno” scrive l’associazione.
Lo spazio richiesto è quello del Centro per le Famiglie di Ferrara. Lo stesso luogo in cui i genitori lgbti organizzano iniziative ormai da molto tempo come testimonia la presenza dell’associazione sul sito del Centro.

La richiesta presentata da Famiglie Arcobaleno

Per questo, Famiglie Arcobaleno Emilia-Romagna ha presentato la solita domanda di uno spazio per organizzare un incontro. La prassi seguita è quella di sempre: richiesta inviata con largo anticipo, un mese prima, e corredata di tutte le informazioni necessarie. Tema dell’appuntamento, la tutela legale delle famiglie omogenitoriali. Dal centro, però, nessuna risposta. E a niente sono valsi i tanti solleciti inviati.
Ieri mattina, però, a soli 4 giorni dall’appuntamento dell’associazione, una telefonata comunica la risposta: niente spazi. La ragione? Una “presunta carenza di regolamenti sulla concessione di spazi del Comune di Ferrara” spiega Famiglie Arcobaleno.

Il diniego per telefono, dal Capo di Gabinetto

“Stupisce che il Comune di Ferrara non sia dotato di alcun regolamento per la concessione dei propri spazi alle associazioni che ne facciano richiesta – piega l’avvocato Michele Giarratano, referente regionale di Famiglie Arcobaleno-. Ed è ancor meno plausibile che questa sia la motivazione per negare uno spazio ad una associazione che a Ferrara è presente ed attiva da molti anni”.
“E’ singolare – continua Giarratano – che il diniego netto piuttosto che arrivare a mezzo comunicazione scritta da un dirigente, sia arrivato a pochissimi giorni dall’evento attraverso una telefonata di un organo politico, l’ufficio del Capo Gabinetto del Sindaco”.
Niente spazio al Centro per le Famiglie e nessuna alternativa. “Ora, a pochi giorni dall’appuntamento – spiega Giarratano – non sappiamo dove tenere l’incontro”.

“Non ci considerano vere famiglie”

“La sottoscrizione da parte del Comune di Ferrara del Protocollo d’Intesa per la definizione di azioni, strategie d’intervento e di Contrasto all’Omonegatività non viene in alcun modo tenuta in considerazione – sottolinea ancora il referente regionale dell’associazione -. E’ ben più che una suggestione il sospetto che la nuova Giunta leghista non consideri le Famiglie Arcobaleno vere famiglie meritevoli di essere accolte nel Centro per le Famiglie, che probabilmente, visto il clima politico, viene considerato dal Comune come Centro per la Famiglia, al singolare. Un’ottica discriminatoria e non inclusiva“.
“Evidentemente per l’amministrazione del Sindaco Fabbri esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B – conclude Giarratano -. Ma dovrà farsene una ragione perché le nostre famiglie esistono e (anche se a fatica, per colpa di un sistema legislativo che non tutela i nostri figli) ottengono il riconoscimento dei diritti loro spettanti nei Tribunali”.

 

(immagine di copertina: Estense.com)

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