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Pioggia di emendamenti sulla legge contro l’omotransnegatività attualmente in discussione in commissione Parità del consiglio regionale dell’Emilia-Romagna.

“400 emendamenti per bloccare la nostra legge”

A denunciarlo il presidente di Arcigay Gioconda Reggio Emilia, Alberto Nicolini:
“Scopriamo oggi che ci sono ben 400 emendamenti presentati dalle destre per bloccare la nostra legge” scrive su Facebook.
“Sono dei vigliacchi. La verità è che vogliono continuare a discriminare, e vogliono affondare la legge. Votino contro e basta, e ci mettano la faccia. Lo stesso dicasi di chi dei cattoPD ha presentato l’emendamento killer sulla GPA, che nulla ha a che vedere con la nostra legge, ma che è anzi il frutto di un pensiero profondamente discriminatorio contro le persone omosessuali”

L’affondo al Pd: “Non lo dimenticheremo”

L’affondo arriva sul finale ed è diretto al Partito Democratico di Reggio Emilia: “Ascolta bene Pd Reggio Emilia: sarà meglio che pensiate bene le prossime candidature alle regionali. Perché una cosa del genere, non la dimenticheremo”.
Già stamattina il mondo Lgbt si era mobilitato per evitare l’emendamento contro la gpa che fa parte del pacchetto messo a punto dal Pd per tenere insieme tutte le sensibilità del partito. Era stato il Bologna Pride a chiedere di eliminare l’emendamento: “L’accordo raggiunto all’interno di un’ampia maggioranza- ricorda la nota- prevede un emendamento finalizzato a impedire l’erogazione di finanziamenti pubblici alle associazioni che ‘nello svolgimento delle proprie attività realizzano, organizzano o pubblicizzano la surrogazione di maternità, come legiferato dalla legge 40 del 2004. Ribadiamo il nostro rifiuto- scrive il comitato- verso qualsiasi strumentalizzazione politica che mira ad associare in modo ossessivo le discriminazioni contro le persone lesbiche, bisessuali, gay, trans+ a temi come la maternità surrogata che non e’ in nessun modo oggetto o correlate alla legge in discussione”.

La maratona iniziata oggi in commissione si concluderà probabilmente domani, in aula per il sì definitivo il 23-24 luglio.

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