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Due gemellini di Castel Maggiore (Bologna) ora hanno entrambe le loro mamme anche per lo stato. E’ il frutto della scelta della sindaca Belinda Gottardi.

Due mamme riconosciute

I bimbi, nati grazie alla fecondazione eterologa a cui la loro mamma biologica si era sottoposta all’estero, hanno un anno e mezzo. Finora, però, per lo Stato italiano avevano una sola mamma: quella, appunto, che li ha partoriti. Ma c’è anche la seconda: la compagna della gestante che è a tutti gli effetti l’altra mamma.
Una situazione simile a tante altre che, però, non aveva ancora l’ufficialità. Da oggi, invece, all’anagrafe di Castel Maggiore i piccoli risultano figli di entrambe le donne, com’è di fatto.

“Vanno considerati per quello che sono: una famiglia”

“Le due mamme sono venute in Comune e mi hanno illustrato la situazione – ha spiegato Belinda Gottardi a Gaypost.it -. Trattandosi di una famiglia, anche se la legge non contempla la loro specificità, mi è sembrato normale da parte mia fare quanto nelle mie possibilità per dare loro il riconoscimento giuridico che meritano. Nei limiti di quello che in questo momento la legge permette di fare, ho fatto in modo di garantire i bambini e le mamme, trattandoli come la famiglia che sono”.

“Il Parlamento colmi il vuoto”

“E’ anche uno stimolo per il Parlamento – conclude la sindaca -. Anche se in questo periodo i diritti non sembrano avere particolare attenzione, mi auguro che come sindaci possiamo essere ascoltati e dare una spinta dal basso perché anche il legislatore faccia i passi necessari”.
Soddisfatto anche l’avvocato Michele Giarratano, che ha seguito la coppia di mamme. “Una decisione che va nella direzione della primavera dei diritti – commenta il legale -. Sulla scia di altri sindaci che si sono mossi nella stessa direzione, la prima cittadina di Castel Maggiore ha deciso di annotare il nome della mamma non biologica dei piccoli sull’atto di nascita”. “E’ un bene che i sindaci abbiano a cuore i diritti dei bambini Arcobaleno – conclude – e si spendano in prima persona per colmare un vuoto legislativo sul quale speriamo che il Parlamento intervenga presto”.

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