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Cecenia: attivata la Farnesina, mobilitazioni a Londra, petizioni online e campagne social

Continuano le reazioni alle notizie di persecuzioni e torture ai danni di un centinaio di uomini gay giunte dalla Cecenia. Ieri pomeriggio, il sottosegretario agli Esteri Benedetto della Vedova ha annunciato via Twitter che sono stati “attivati gli uffici della Farnesina per avere informazioni sulla situazione dei gay in Cecenia e sulla denunciata, inaccettabile violazione dei diritti umani”. Al momento, non ci sono aggiornamenti su questo fronte.

Intanto, però, sono tante le forme di mobilitazioni partite, anche in Italia.

Le petizioni online

Amnesty International ha lanciato una petizione per chiedere un’azione urgente. L’ONG chiede di attivare immediatamente indagini che verifichino quanto denunciato da Novaya Gazeta e di assicurare alla giustizia chiunque sia ritenuto responsabile o coinvolto nelle torture e negli omicidi di omosessuali. Amnesty chiede anche di “prendere tutte le necessarie misure per assicurare la sicurezza di ogni individuo a rischio in Cecenia a causa del suo orientamento sessuale e di condannare duramente i commenti discriminatori dei funzionari pubblici”. Mentre scriviamo, la petizione ha superato le 9600 firme.

Un’altra petizione era già stata lanciata su All Out in collaborazione con Russian LGBT Network, l’unica associazione che si occupa dei diritti delle persone LGBT in Russia. All’organizzazione, che si sta occupando delle vittime delle violenze cecene, è anche possibile fare una donazione per supportare l’attività di aiuto. Anche questa petizione chiede “alle autorità federali russe di svolgere un’indagine immediata su questi crimini atroci e di assicurare alla giustizia tutti i responsabili dell’arresto, della tortura e dell’uccisione di omosessuali in Cecenia”. La petizione ha superato le 70.000 firme.

La campagna Facebook

Su Facebook sta prendendo piede la campagna lanciata ieri in serata da Condividilove con l’hashtag #iononesisto che fa riferimento all’unica risposta data dalle autorità cecene quando, all’inizio del mese, si sono diffuse le prime informazioni su quanto stava accadendo. “Non puoi arrestare o reprimere persone che semplicemente non esistono nella repubblica” aveva dichiarato un portavoce del leader ceceno Ramzan Kadyrov. La campagna di Condividilove permette di applicare all’immagine del proprio profilo Facebook una cornice con l’hashtag e un filo spinato, a simboleggiare le torture cui, secondo quanto riferiscono dalla Cecenia, sono sottoposti gay arrestati. Naturalmente, è possibile applicare la cornice anche alla foto del profilo di Twitter.

A Londra davanti all’ambasciata

Intanto, anche nel resto d’Europa sono previste mobilitazioni. Oggi, ad esempio, si terrà un presidio davanti all’ambasciata russa a Londra. All’evento su Facebook hanno già aderito 450 persone. Una manifestazione “pacifica e legale”, assicurano gli organizzatori, che chiedono di portare striscioni, bandiere “e soprattutto voi stessi per mostrare solidarietà alle persone LGBT in Russia“.

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