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Non solo interrogazioni al governo. Le reazioni al “corteo funebre” inscenato da Forza Nuova a Cesena durante la celebrazione di una unione civile arrivano anche da fuori dall’Italia. Stiamo parlando dell’associazione “Wake Up Italia” di Londra che, insieme ai Sentinelli di Milano ha lanciato una campagna sui social media intitolata “Camerata, be your self” (Camerata, sii te stesso).
Una foto di Mussolini vestito in drag, con l’hashtag #Cameratabeyourself, è stata infatti pubblicata sui canali social delle due associazioni.

Una virilità fasulla

“Con questa foto invitiamo i militanti dell’estrema destra a liberarsi dal machismo che li ossessiona – dichiarano i promotori -. Alla violenza dello squadrismo rispondiamo con la gioia della cultura drag, che ha accompagnato la storia di liberazione del movimento LGBT+. Il machismo fa male a tutti: anche a quelli che, pensando di intimidirci, mettono in scena funerali fasulli. Fasulli come la virilità che pretendono di rappresentare”.
Adesso sta a tutti gli utenti dei social network rendere la campagna virale. Come? Diffondendo la foto realizzata per la campagna e accompagnandola con l’hashtag #Cameratabeyourself. Ecco l’immagine integrale: scaricatela e diffondetela. Perché come anche noi di Gaypost.it sosteniamo sempre, l’ironia è l’arma migliore contro l’odio.

(continua dopo la foto)

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Polis Aperta scrive al ministro, al Questore e al Prefetto di Cesena

Intanto, sul fronte italiano, dopo l’interrogazione annunciata ieri da Monica Cirinnà e Sergio Lo Giudice, anche l’associazione Polis Aperta ha deciso di rivolgersi al ministro Minniti. Con una lettera aperta, l’associazione delle persone lgbt+ in divisa, si rivolge al ministro, al Questore e al Prefetto di Cesena. ”

“Polis Aperta ritiene che manifestazioni politiche siffatte, con la scusa della libera espressione del pensiero, di fatto violano i diritti civili delle singole persone sanciti dalla Legge – scrive la presidente Simonetta Moro -: esse si denotano infatti come azioni di sbeffeggiamento pubblico nei confronti di cittadini a causa del loro orientamento sessuale, offendendo il loro diritto civile al riconoscimento della propria unione”.

“Non è la prima volta che fatti dello stesso tenore accadono nella città di Cesena – fa notare ancora Moro -: una riflessione, da operatori di polizia lgbt, agli organi deputati a garantire la tutela della pubblica sicurezza sull’opportunità di concedere tali autorizzazioni a manifestare, lesive dei diritti della comunità LGBT nel compimento di un atto, l’unione civile, sancita da una legge dello Stato”.

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