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Migliaia di persone hanno preso parte al Budapest Pride lo scorso sabato, giunto alla 23esima edizione dal motto “Osare di sognare in grande”. Nonostante il clima ostile nei confronti della comunità lgbt ungherese, quest’anno il corteo non ha visto incidenti. Malgrado ciò, anche questa edizione ha visto l’incursione di frange di estrema destra. In particolare, il gruppo fascista Hatvannégy Vármegye Ifjúsági Mozgalom (HVIM) si è inserito tra la folla bloccando il corteo in via Andrássy. All’intrusione dei fascisti non sono seguiti scontri, ma il gesto non è passato sotto silenzio. I manifestanti lgbt, infatti, hanno fatto sentire la loro voce agitando tamburi e bandiere rainbow prima che i facinorosi fossero scortati via dalle autorità.

Ungheria: diritti lgbt negati

Come anticipato, l’epilogo positivo della giornata non cancella l’omofobia che intossica il paese. Giusto un anno fa la costituzione ungherese è stata modificata definendo il matrimonio esclusivamente un’unione tra uomo e donna. Inoltre, il primo ministro Orbán ha più volte invitato la comunità lgbt a non provocare rivendicando più diritti, pena “la cessazione di una buona convivenza”.

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