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Bologna, in 200 firmano l’appello delle consigliere dem: “Ritirate quell’emendamento alla legge contro l’omofobia”

Sono 200 le firme raccolte in meno di 24 ore da Roberta Li Calzi e Gabriella Montera, entrambe consigliere comunali del Pd a Bologna, la seconda anche responsabile dei diritti del partito cittadino. I nomi accompagnano un appello in favore della legge regionale contro l’omofobia e la transfobia e perché passi senza il contestato emendamento sulla gestazione per altri.

Nessun attacco, ma un messaggio

“Abbiamo voluto ricostruire i fatti, per questo abbiamo citato i firmatari dell’appello – spiega a Gaypost.it Roberta Li Calzi -. Il nostro non è un attacco a loro, ma un messaggio a tutto il gruppo del Pd in Regione”.
“Tra chi ha firmato – continua – ci sono anche molte persone cattoliche, altre che hanno dubbi o sono contrarie alla gpa, ma che concordano con noi su un passaggio: quell’emendamento tratta un tema che niente ha a che vedere con le legge che vogliamo venga approvata”.
“Il testo si deve occupare di discriminazioni, di tutela delle persone lgbt+ e di contrasto all’omofobia e alla transfobia – sottolinea ancora la consigliera -. Abbiamo messo insieme in poche ore un pezzo di mondo che non è d’accordo con la direzione che stanno prendendo la discussione e la legge stessa e chiediamo ai nostri rappresentanti in consiglio regionale di ascoltare queste voci”.

Amministratori e simpatizzanti

Tra le firme di 200 persone figurano quelle di consiglieri e consigliere, assessori (tra cui la bolognese Susanna Zaccaria), sindaci, ex parlamentari come Sergio Lo Giudice e Marilena Fabbri, ma anche elettori e tesserati del Parito Democratico.

L’appello si aggiunge ai tanti lanciati in questi giorni, tra cui la lettera mandata oggi dal giudice Marco Gattuso al presidente della Regione Bonaccini e quello della senatrice Monica Cirinnà che aveva già chiesto di ritirare l’emendamento.

Ecco il testo attorno al quale Li Calzi e Montera hanno raccolto le 200 firme.

Il testo dell’appello

Gentili Consigliere e Consiglieri Regionali del PD,

apprezziamo che la discussione sugli emendamenti alla Proposta di Legge Regionale per il contrasto alla violenza e alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere sia stata rinviata.
Si tratta di una legge già approvata in altre Regioni e sullo stesso tema sono stati depositati anche Progetti di legge di iniziativa popolare da alcuni Comuni dell’Emilia Romagna.
É importante arrivare all’approvazione di questo testo, promosso dal Partito Democratico, entro la fine della legislatura, per dare un segnale forte di impegno da parte delle Istituzioni al fine di prevenire e contrastare la violenza e le discriminazioni subite dalle persone LGBTI nei vari contesti (lavoro, scuola, informazione, sport, sanità, ecc.).
É altrettanto importante, però, approvare un buon testo, che non penalizzi le donne e tuteli la comunità LGBTI.
Nel corso della discussione all’interno del Gruppo PD, sono già stati presentati emendamenti e apportate modifiche al testo originario, che tengono conto delle diverse sensibilità.

Emendamento non condivisibile

L’ultimo emendamento, proposto dai Consiglieri Boschini, Paruolo, Soncini, Molinari, Rontini, Pruccoli, Tarasconi, Zoffoli e Cardinali, è però assolutamente non condivisibile, perché equipara la “surrogazione di maternità” a “violenza sessuale, abuso di minori, sfruttamento della prostituzione, maltrattamenti in famiglia, stalking”.
Introdurre il riferimento alla gestazione per altre o altri (Gpa) all’interno di una legge che contrasta violenze e discriminazioni è del tutto fuori tema.
Dal momento che questa tecnica in Italia è già vietata sulla base della Legge 40, non si comprende perchè la Regione debba entrare nel merito di una competenza che non le appartiene.
Peraltro, il tutto viene fatto attraverso una modifica della Legge 6/2014, la c.d. “Legge di Parità”, frutto di un grande lavoro collettivo di confronto, che non si può smantellare con un emendamento.

Il dibattito in corso

Inoltre, va sottolineato che sul tema della Gpa, in particolare sulla distinzione fra le situazioni di sfruttamento e quelle fondate sulla libera autodeterminazione della donna, è in corso, al di là dei convincimenti personali, un dibattito pubblico e aperto in cui si confrontano posizioni e sensibilità diverse sul tema. Minacciare di togliere finanziamenti a quelle associazioni che non condividano il punto di vista dei proponenti (che è il secondo punto di questo emendamento), ci sembra una minaccia alla libertà di espressione e di iniziativa politica di quelle tante associazioni di donne e LGBTI che affrontano la questione portando avanti le proprie legittime posizioni sul tema.

Con questo emendamento, la Regione pretende quindi di dare un giudizio morale su una materia che nulla c’entra con il contenuto della legge in discussione e che rischia solo di penalizzare i bambini Arcobaleno, che già da tempo vengono riconosciuti dai Sindaci delle nostre città.
Mentre proprio in questi giorni, con una sentenza che farà storia, la Corte europea dei diritti umani impone agli Stati aderenti il riconoscimento del pieno legame genitoriale fra il genitore intenzionale e il figlio nato attraverso gestazione per altri o altre.

Ritirate l’emendamento

Il Sindaco di Bologna Virginio Merola e l’Assessora Susanna Zaccaria hanno già manifestato forti perplessità sull’emendamento e, riconoscendoci in queste posizioni, chiediamo di ritirare l’emendamento e di approvare la legge salvaguardandone gli obiettivi originali di tutela delle cittadine e dei cittadini LGBTI da violenze e discriminazioni.

Le firme:

(in ordine alfabetico)
Alberto Guidoni
Alessandra Caporale
Alessandra Mameli
Alice Faella
Andrea Cappelletti
Andrea Colombo
Andrea Gurioli
Andrea Zanotti
Angela Romanin
Anna Caltagirone
Anna Dondi
Anna Malservisi
Anna Rita Zulli
Anna Zaghi
Anna Zucchini
Antonella Di Pietro
Antonella Micele
Barbara Giannerini
Barbara Gualandi
Belinda Gottardi
Benedetta Rossi
Benedetto Zacchiroli
Bruna Scandiani
Bruno Alampi
Bruno Mossa
Carla Mongardi
Carla Nerozzi
Carla Sandirocco
Carlo Flamigni
Carlotta Marzano
Cecilia Bernardi
Claudia Benvegnù
Claudia Muzic
Claudia Novello
Claudio Velati
Clelia Ricci
Consuelo Tinti
Corrado Melega
Corrado Pennisi
Cristian Tracà
Cristiano Cremonini
Cristina Severini
Daniela Biagini
Daniela Di Martino
Daniela Merli
Daniela Volta
Davide Dall’Omo
Domenico Lembo
Domenico Papaleo
Donatella Cimatti
Elena Leti
Elio Bianchi
Elisa Riccioni
Elisabetta Martignoni
Elisabetta Velabri
Emanuela Ferri
Emanuela Ria
Emanuela Torchi
Enrico Forni
Erika Ferranti
Ernesto Russo
Eugenio Soldati
Fabio Abagnato
Fabio Nacchio
Fabrizio Mori
Fabrizio Nonnato
Flora Fabbri
Franca Falzetta
Francesca Villani
Francesco Agostino
Francesco Errani
Franco Pantaleoni
Fulvia Paolozzi
Gabriella Montera
Gaetano Esposito
Germano Piani
Giacomini Verruso
Giampiero Falzone
Gian Paolo Brizzi
Giancarlo Pavoni
Gigliola Schwarz
Gino Bernardi
Giorgia Saccenti
Giovanni Frascella
Giulia Barbieri
Giulia Degli Esposti
Giulia Tedeschi
Giuseppe Buccelli
Giuseppe De Biasi
Giuseppe Sturba
Giuseppe Veltre
Giuseppe Vitiello
Giusi Dallolio
Gloria Bignami
Graziella Giorgi
Ilaria Neppi
Ilihc Ghinello
Ingrid Austerlitz
Irene Priolo
Jonatan Mastellari
Katia Maccaferri
Katia Serra
Katia Zagnoni
Lidia Pischedda
Linda Giuriato
Loretta Lambertini
Loretta Michelini
Luca De Paoli
Lucia Gualducci
Mafalda Zanni
Magda Babini
Manuela Bignami
Manuela Claysset
Mara Muscari
Marco Brunori
Marco Lombardo
Maria Bettazzoni
Maria Cristina Mazzari
Maria Lucia Raschi
Maria Raffella Ferri
Maria Rosa Alberti
Maria Tasini
Mariarosa Alberti
Marilena Fabbri
Marilena Manfredi
Marilena Pillati
Marilena Zanna
Marina Malpensa
Marina Mengarelli
Marisa Lo Gullo
Marta Leonessi
Massimo Bosso
Massimo Roppa
Matteo Cavalieri
Matteo Giorgi
Matteo Ruggeri
Mattia De Bonis
Mauro Pirini
Mauro Scalambra
Max Brusori
Meri De Martino
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