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”Criminalizzare le relazioni tra persone dello stesso sesso è incostituzionale e rappresenta una violazione dei diritti dell’uomo, della vita privata, dell’uguaglianza, della libertà e della dignità”. Lo ha affermato L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti dell’uomo, Michelle Bachelet dopo la recente decisione dell‘Alta Corte del Botswana di depenalizzare le relazioni tra adulti dello stesso sesso.

Lo stigma sociale

“Punire le persone in funzione del loro orientamento sessuale – ha aggiunto la rappresentante Onu – ha un impatto profondamente negativo che supera di gran lunga il rischio di arresto e reclusione. La criminalizzazione di queste relazioni contribuisce a stigmatizzarle e a dare spazio alla discriminazione che porta lesbiche, gay, bisessuali e transgender a vedersi spesso preclusi i servizi sanitari, l’educazione, il lavoro e la possibilità di trovare alloggi”.

L’incoraggiamento a non fermarsi

Per questo Bachelet si è complimentata con il potere giudiziario indipendente che lotta contro queste ingiustizie e ha incoraggiato le organizzazioni Lgbt a proseguire il loro lavoro per assicurare la piena uguaglianza sociale e giuridica a tutti i cittadini. Il Botswana è il nono paese negli ultimi cinque anni ad aver depenalizzato le relazioni omosessuali. Tra gli altri l’Angola, il Belize, l’India, il Mozambico e le Seychelles.

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