In Rainbow

Si è chiuso oggi il congresso di Arcilesbica, la più antica associazione di donne omosessuali del Paese. Un congresso che ha visto la vittoria della segreteria uscente, nonostante l’opposizione di dieci circoli su quattordici. “A mali estremi, lesbiche estreme” il titolo della mozione più votata. La nuova presidente è Cristina Gramolini, mentre la segreteria è composta da Roberta Vannucci, Giovanna Camertoni, Lucia Giansiracusa, Sara Rinaudo, Raffaella Natalello e Silene Gambino.

Le polemiche degli ultimi mesi

Un congresso preceduto da almeno un anno di feroci polemiche, soprattutto interne, che avevano visto la dirigenza schierarsi (e volere schierare tutta l’associazione) su posizioni contrarie a qualsiasi forma di gestazione per altri, contrarie al sex work, escludente verso le donne trans e aspramente critica nei confronti dei padri gay.
Lo scontro si era consumato tutto sui social network e a colpi di comunicati stampa, in un senso e nell’altro. Per questo, il congresso era molto atteso, non solo dalle socie di Arcilesbica.

Le prime voci di scissioni

Complice un meccanismo che assegna un voto a testa anche alle sette componenti della segreteria uscente, alle tre garanti e alle altrettante revisore dei conti, oltre che alle delegate elette in base al numero di socie di ogni circolo (una ogni 50 socie), la linea separatista che appariva politicamente minoritaria è risultata maggioritaria nei numeri.
E a poche ore dal voto circolano già voci di scissioni e spaccature insanabili. A quanto apprende Gaypost.it, sarebbero già due i circoli pronti ad abbandonare l’associazione madre, ma al momento non si hanno dettagli su quanti siano stati i voti di scarto tra le due mozioni.

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